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23/03/10

Recensione libro :: Randagi_di Carlotta De Melas >> su Milanonera


Randagi è una favola violenta dal profumo vanigliato.
E’ un racconto punk dai contorni sfumati di azzurro che narra al mondo che solo cadendo si ha la gloria del rialzarsi.
E’ la storia di una Nina qualunque, ragazza zoppa e fragile, che perde una persona amata e non ne comprende il motivo.
Attraverso un lungo viaggio fuori di casa, nella Milano dei cosiddetti punkabbestia, esplorando il mondo con la sua tragica e violenta bellezza, tra droga, prostituzione, solidarietà e amicizia, la protagonista conoscerà un’ umanità ricca e pronta ad amare chiunque, disposta ad insegnare cosa significa vivere ma soprattutto sopravvivere dopo un’anabasi.

Randagi, secondo libro, dopo Una lingua sul cuore, dell’acclamata e giovanissima scrittrice Carlotta De Melas, è la storia di una catarsi, della ricerca della verità, la cui sede può trovarsi ovunque, soprattutto dove non ci si aspetterebbe di trovarla.
Con un linguaggio giovanile e luccicante, etereo e spesso clicca qui per il seguito.

15/03/10

Recensioni :: libri :: Il Lamento del Bradipo :: on MilanoNera


Il Lamento del bradipo, seconda fatica di Sam Savage, è un libro da assaporare con sottofondo blues, un bicchiere di whisky in mano, e tanta voglia di prendere le cose con filosofia.

La seconda opera dello scrittore americano, ex professore di filosofia diventato poi pescatore, falegname ed infine grafico di pressa, è originale e fuori dal coro quanto il precedente libro dell’autore, Firmino, nato in una notte di veglia e diventato best seller per puro caso ed inaspettatamente.

Bislacco, lento, malinconico, a tratti divertente, il protagonista, Andy Whittaker è un grafomane con tutte le carte in regola per divertire con una punta di amarezza tutti coloro che si addentrano nel suo universo, fatto da inquilini che non pagano l’affitto, da aspiranti scrittori e poeti (che sono il materiale umano che più fa riflettere e sorridere), ex – mogli, ex-compagni di scuola, ex-familiari, e tante vite lontane mille miglia dal proprio universo che va a pezzi, inesorabilmente.

Proprietario di una rivista letteraria (Bolle) che rischia la bancarotta, possessore di clicca qui per leggere il seguito.

06/02/10

Recensioni Libri: Il giorno dei soldi_on MilanoNera


Prendete tre amici, ognuno con la propria precarietà esistenziale e non solo.
E date loro soldi, tanti soldi, facendoglieli trovare così ,senza un reale perché.
Metteteli di fronte ad un bivio: fare del bene a se stessi o agli altri?
Ed ecco ottenuto un perfetto romanzo in salsa russa che fonde sapientemente umorismo e filosofia, definendo i contorni del tipico spirito slavo combattuto da sempre fra esigenze personali e grandi ideali.
Il romanzo il giorno dei soldi dello scrittore e giornalista televisivo Aleksej Slapovskij, offre clicca qui per il seguito su MilanoNera.

10/01/10

Recensioni libri: Zia mame su MilanoNera

Sarà il vestito paillettato o il bracciale di diamanti a fare questo effetto?

Oppure il miraggio – speranza di una vita libera dalla noiosa normalità della routine ad affascinare il lettore una volta finito questo romanzo?

Zia Mame, pubblicato nel 1955, è un vero mistero.

Lo stile colto, elegante, brillante, introduce il lettore in un’ esistenza meravigliosamente al limite, divertente, glamorous, speranzosa.

Una vita, quella della zia Mame, clicca qui per leggere il seguito pubblicato su Milanonera web press.

28/10/09

Il Club Dumans (libro) - 1993

Il fascino del male è indiscutibile; lo si teme ma attrae fortemente e a dispetto di ogni buon proposito.

A partire dal cinema che propone rappresentazioni di Lucifero fascinose e ammalianti (come dimenticare Al Pacino ne L’Avvocato del Diavolo in cui saluta lo spettatore con un sorriso da irresistibile canaglia?), fino alla letteratura, il Diavolo è la tipica cattiva compagnia che i genitori ci impongono di non frequentare ma che proprio ci attrae e trascina in un mondo magico e ...clicca qui per leggere il seguito su MilanoNera!

15/10/09

Storie di uomini sposati (libro) - Marcelo Birmajer (no chick - lit!)


Non fatevi ingannare dalla copertina: non è un chick-lit , una letteratura da pollastre, al massimo lo sarà da pollastri, ma niente di più.
Questo libro sia di monito a chi leggerà questo post: non sempre ,dietro una determinata copertina ,si cela quello che crediamo di trovarvi.
Prendendo questo libro dallo scaffale della biblioteca della mia città ho pensato QUESTO BIBLIòN è MEGA CACòN (chi ha orecchie per intendere ,intenda: ho solo storpiato un detto greco che diceva qualcosa tipo grande libro grande ca**ta).
La copertina è bella ma mette una pulce fashion nelle orecchie del lettore che è certo di ritrovarsi qualcosa del tipo I LOVE SHOPPING CON TU Mà.

NO.IL LETTORE SBAGLIA.HA APPENA PRESO UN GRANCHIO.Anzi, un'aragosta, e di quelle buone visto che il libro è bellissimo.
Questo scrittore argentino ,Marcelo Birmajer ,giovane, promettente , propone una raccolta di racconti che sembra che abbiano il protagonista in comune ,ma in realtà fanno un ritratto di varie tipologie di uomini.
Lo scaltro, il giovane, l'attempato, il giornalista disperato: tutti gli uomini del mondo ,diversissimi tra loro hanno una cosa in comune, ovvero la voglia di sentire le farfalle nello stomaco ancora una volta.
E' triste ,ma una volta che la vita ha preso una certa piega, positiva o negativa che sia, si fa di tutto per crearne un'altra, di piega.
Non si è mai soddisfatti di quello che si ottiene e si lotta di continuo per cercare altro, chi con avventure di sesso , chi in cerca d'amore, chi con inganni.
Racconti originalissimi ,sempre ambientati nell'esotica Argentina ,così lontana ma così infuocata.

L'uomo è una creatura incompleta perchè non sa quello che vuole nè con che mezzi ottenerlo; sbaglia, perde quello che ha, lo riprende ma non è contento; è una canna al vento.
Troverà mai un'equilibrio? Speriamo di no; altrimenti da cosa trarrebbero questi bravissimi scrittori argentini lo spunto per un libro?!

Il libro su Ibs
Il Libro su Anobii

08/10/09

Rapina a mano armata- (libro) - Lionel Wite su MilanoNera.com

Rapina a mano armata è un perfetto esempio di romanzo noir dal sapore retrò, ma attuale nel suo proporre un’immagine senza tempo dell’umanità.

Lo scrittore Lionel White, autore di questo e di altri romanzi del medesimo genere che hanno ispirato numerosi film, lascia come eredità un libro dal ritmo veloce ma elegante, che richiama alla mente i film in bianco e nero degli anni ’40-50.

La vicenda parte da Johnny Clay che...per continuare a leggere premi qui

03/10/09

Mucche Pazze(libro) - Kathy Lette

E' un tipico chick-lit, ovvero letteratura per pollastrelle.
Già il fatto che sia stato recensito da Grazie ,Vogue & co. è tutto un perchè.

Maddy, australiana trasferitasi a Londra ,s'innamora del tipico stronzo bello e di successo e ha da lui un figlio che non sarà riconosciuto.
Povera, senza mezza e lontana da casa, si ritrova erroneamente con un prodotto non pagato alla cassa dei grandi magazzini harrods e viene arrestata.
la perfida psicologa cercherà di portale via il piccolo Jack prima con le buone poi strappandoglielo di mano, sostenuta da un avvocato che si fa pagare in "natura" dalle carcerate, e un sbirro corrotto.
Ma Maddy riuscirà a far evadere Jack grazie alla griffata amica Gllian ,sempre con unghie laccate e a caccia di uomini ricchi, mettendo il pargolo in una borsa; il problema sarà ritrovarli...

Il linguaggio è quel che è: semplice ,senza poesia (a parte le parti che parlano degli abbracci madre-figlio).
Irritantissimo per questa ironia da quattro soldi che si spreca ad ogni proposizione, spesso e voltieri fuori luogo, questo libro lo si può salvare per un pizzico di orginalità nel finale.
A dirla tutta ,tanto originale da rasentare il fatascinetifico...in conclusione, un libro da ombrellone e schiaffare in testa a Rushdie che lo commenta come se fosse un capolavoro di umorismo.

Bah, avrà riso solo lui.

Donna per caso (libro) - Jonathan Coe

La donna per caso in questione è Maria, una giovane inglese che, a differenza del resto del genere umano è affetta da Nichilismo acuto ,che la porta a non provare piacere nelle cose che i comuni mortali fanno.

Oltre a questo non riesce a trovarvi un senso.
Come affronta allora la vita questa ragazza? Come si rapporterà col resto dell'umanità? come s realizzerà la sua esistenza ,sempre se una realizzazione è prevista?
Ce ne mette al corrente il narratore, che ,voce fuoricampo invasiva ,si limita a riportare come in un documentario vita ,morte e miracoli di Maria e di chi la circonda.
Alla fine del libro ci si chiede: E QUINDI? COSA VOLEVA DIRCI IL NOSTRO COE? CONCLUSIONE DEI FATTI? C'è UNA MORALE?
Se c'è , io non l'ho capita. O se l'ho capita ,semplicemente non c'è.
In pratica o ci sono io cerebralmente o c'è la nostra agognata morale.
Perchè l'idea di base è buona, ovvero verificare fino a che punto tutte le attività umane siano realmente utili, ma francamente non ho capito l'autore come la pensa.
Da che parte è? da quella del genere umano che comunque cerca un senso anche dove non c'è rischiando di costruire effettivamente qualcosa , o dalla parte di Maria. che pare abbia capito tutto e cioè che nulla ha senso e quindi tanto vale farsi trascinare dal destino sprecando la propria vita?
Questa è la grande pecca del libro: una mancanza reale di presa di posizione.
Per il resto scorrevole e forse carino da leggere per qualche bizarrìa che viene raccontata.

22/09/09

Zazie nel Metrò (libro) - su MilanoNera.com

Bello, bellissimo, imperdibile.
Brillante, sgangherato e disincantato, questo romanzo merita di essere letto in ogi dove e in tempi brevissimi più volte nella vita.
Se cercate innovazione della lingua, personaggi divertenti e freaks, parolaccie e ag, siete nel libro giusto.

Zazie, una bambina di dieci anni, viene affidata dalla madre Jane ,sempre a caccia di "ganzi", al suo zio(?) Gabriel, parigino muscoloso che di mattina dorme e di notte balla travestito da donna.
Contornato da personaggi incisivi e very funny, verrà coinvolto assieme alla piccola ma cazzuta Zazie in avventure di ogni tipo.
Riuscirà la piccola a prendere la metro?

Verificatelo voi stessi ,con questo pezzo di amaro divertimento che ride anche quando si parla di ambigua sessualità
Dal romanzo è stato tratto un film diretto da Louis Malle nel 1960.

Per la recesione completa ,qui

23/08/09

Platonic Sex di Iijima Ai, Rizzoli 2004

Platonic Sex, edito dalla Rizzoli , e pubblicato nel gennaio 2004 dall’autrice ex-prostituta ed ex pornostar Iijima Ai, non è un granchè.
Dalla trama ,comprandolo, pensavo “chissà quali rivelazioni psicologiche farà questo romanzo“: ma come sempre non bisogna “giudicare un libro dalla copertina”.
Il romanzo non è altro che la breve autibiografia dell’autrice , parecchio popolare nel paese nipponico ,la quale ,raccontandoci parte della sua infanzia tra scuola, doposcuola e soffocante famiglia (tradizionale giapponese dove il padre porta realmente i pantaloni e la madre ,tipica donna di altri tempi, vive solo per la famiglia e per il successo dei figli) ,trascorsa in maniera frustrante ; la sua frustrazione troverà molto presto (14 anni soli) sfogo nell’uscita con amici suoi conetanei , con famiglie particolari alle spalle ; tutto contornato dalle zone più IN di Tokyo dove locali chic si alternano con night club popolati da “Hostess”.Ben presto Ai scappa di casa cn suo fidanzato, che finirà in prigione e comincerà per lei la discesa agli inferi tra perversi milionari, pellicce e abiti di Chanel fino alla sua sortita nel mondo dell’hard da cui uscirà ben presto per dedicarsi solo alla tv.
Il personaggio-autrice non è dei più autentici o coinvolgenti; ci si aspetterrebbe lunghe confessioni o comunque spiegazioni di carattere psicologico sul perchè e come una donna può accettare di “vendere” il suo corpo ; oppure si attenderebbe l’esposizione di ragionamenti circa il come accettarsi in un ambiente ambiguo come quello dell’hard (che da sempre affascina e inquieta).Niente di tutto ciò :
la scrittrice si limita soltanto a raccontare come i fatti avvennero ,senza descrizioni particolareggiate, senza ragionamenti intelligenti o comunque interessanti; la sua è semplicemente la cronaca di una vita.
La Ai ,scrivendo ,pare non essere coinvolta emotivamente nei fatti o addirittura non interessarsene o semplicemente non averci ragionato sopra, come a tutti capita a posteriori.Racconta dei fatti, punto.Niente spiegazioni ,niente perchè ,niente di niente.L’unica cosa interessante è che mostra ,quasi in maniera documentaristica, un mondo sconosciuto, soprattutto a noi occidentali; quello dei night giapponesi ,che ,non si sa per quale ragione ,mantengono l’aura di erotismo più che di pornografia.Interessanti sono chiarimenti circa quanto e come guadagnano le “hostess”, su come viene gestito il lavoro, su come gestiscono finanze e vita privata.
Per il resto, il libro POTREBBE idealmente incuriosire o rimanere impresso solo per alcuni particolari alquanto sconci che a volte sfiorano il trash.
Per questa ragione il libro non è consigliato a tutti ma solo da una certa età ,quella della consapevolezza (chi ha orecchie per intendere, intenda) in poi.Morale della favola: non vale la pena spendere 14 euro per un libro del genere.Piuttosto, giocateveli stasera al superenalotto, per lo meno avreste la speranza di emozionarvi un pò ,contrariamente a quello che fareste comprando questo libro.
Un kiss per la descrizione di un "mondo sconosciuto", tre pedate per il resto.

Maggiori Info:

Il libro su IBS

17/08/09

I capelli dei dannati (libro)- Joe Meno - Edizioni E/O - 2004

Questo libro, edito da Edizioni E/O el 2004 (prezzo 12.50 euro), è un esempio di letteratura almost-punk ,precursore dei disagi giovanili che verranno abbondantemente espressi in futuro dal simpatico Moccia (grande sociologo che si può permettere di scrivere saggi che rappresentino la gioventù delli anni duemile).

L’autore, Joe Meno, scrittore di Chicago ,già autore di altri due volumi , ci regala un’immagine non pretenziosa di quello che erano le generazioni contemporanee a quella di Beverly Hills 90210 ,ma che dal modello del riccone-cazzone che non fa altro dalla mattina alla sera che inciuciare ,si discosta abbondantemente dandoci il ritratto di giovani punk degli anni ‘90 (anche se punk è un parolone).Il libro è bello; 350 pagine che volano via anche in meno di tre giorni , scritte con un linguaggio “colorito” e tipicamente adolescenziale (lo scrittore meritrebbe un premio solo per come è riuscito ad immedesimarsi, almenochè ai tempi della stesura non fosse effettivamente un brufoloso adolescente).Ricco di parolacce, scivoloni grammaticali e quant’altro ,restituisce perfettamente lo slang dei liceali associando allo stesso tempo una trama carina (ma nulla di speciale) a concetti molto interessanti.

Brian, liceale degli anni ‘90 di Chicago, si innammora della sua amica punk cazzuta-camionista Gretchen…iniziono così le sue tribolazioni amorose alla ricerca dalla compilation su cassetta (oddio, ve le ricordate le cassette!!!???) capace di farla innamorare alla stregua di un filtro amoroso.Cercando dunque la formulazione magico-musicale, vive la sua vita tra fastfood, genitori divorziati o sull’orlo del suddetto, Misfits, Smiths, punk, straightedge, studenti neri con la fissa dei vecchi vinili, amori improbabili, sesso, riflessioni sul razzismo e sulla crescita.

Nonostante il libro nel complesso non sia poi questa grande rivelazione di originalità , non annoia ,anzi , fa riflettere e immedesimare come pochi riescono ,toccando tasti dolenti di quegli adolescenti che nel cuore siamo rimasti.

Tasto dolente n°1: l’integrazione: una fissazione onnipresente, che non abbandona fondamentalmente mai…ce la portiamo dietro fin dalle medie ,chi più ,chi meno.Cercare nel punk, nella moda, nell’alcol ,mezzi per indentificarsi con un gruppo o per uscire dalla condizione di “sfiga” è sempre stata la croce e delizia di qualunque sociologo o psicologo che sia, che nonostante fanatascientifici studi, non ne vengono capo mettendosi d’accordo, in sostanza.Eppure, questo autore punk non dico che ne viene a capo, ma lancia, con questa storiella, spunti di riflessione senza la pretesa di predicare:

“Secondo me la maggior parte fa quello che fa per inserirsi, capito?Tipo che è tutta una posa senza senso”

“Cioè non sapete nemmeno quello che significa il punk.Vi vestite così perchè tipo eravate due fallite e alla fine delle medie il punk vi ha fatto diventare qualcosa, cioè, vi ha dato un gruppo in cui inservi”

Tasto dolente n°2: quello che i genitori pretendono.Brian ,Gretchen e altri amici, alle medie ,facevano parte del gruppo di Matematica, in virtù del quale parteciparono ad un torneo al quale furono accompagnati dai genitori di Gretch.Perdono,ma nessuno ne fa una tragedia; nessuno tranne la piccola Andrea che quasi si rifiuta di tornare a casa , in lacrime per aver perso.Ecco cosa fanno le pretese fuori luogo; creano piccoli pezzi di ansia che tra l’altro si disperano su cose poco essenziali.

Ma oltre all’adolescente sopito in noi ,il romanziere ci pone difronte al problema dell’integrazione razziale (bianchi e neri del liceo decidono di fare due balli separati) ma soprattutto umana che forse, a detta del candido Brian , può essere favorita dalla musica.

“..e io continuai a ripensare a quel momento del concerto con tutti quei ragazzi diversi ( punk e stragihtedge, ndr) che poi tanti diversi non erano, quando il cantante aveva deto a tutti di sucire insieme…cioè non c avevo mai pensato prima , ma forse,forse la musica poteva cambiare alcune cose,magari anche per me”

Per farla breve; il libro è bello, nella sostanza e nella forma, con personaggi credibili e ambientazione retrò.

voto: 7/10.

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23/03/10

Recensione libro :: Randagi_di Carlotta De Melas >> su Milanonera


Randagi è una favola violenta dal profumo vanigliato.
E’ un racconto punk dai contorni sfumati di azzurro che narra al mondo che solo cadendo si ha la gloria del rialzarsi.
E’ la storia di una Nina qualunque, ragazza zoppa e fragile, che perde una persona amata e non ne comprende il motivo.
Attraverso un lungo viaggio fuori di casa, nella Milano dei cosiddetti punkabbestia, esplorando il mondo con la sua tragica e violenta bellezza, tra droga, prostituzione, solidarietà e amicizia, la protagonista conoscerà un’ umanità ricca e pronta ad amare chiunque, disposta ad insegnare cosa significa vivere ma soprattutto sopravvivere dopo un’anabasi.

Randagi, secondo libro, dopo Una lingua sul cuore, dell’acclamata e giovanissima scrittrice Carlotta De Melas, è la storia di una catarsi, della ricerca della verità, la cui sede può trovarsi ovunque, soprattutto dove non ci si aspetterebbe di trovarla.
Con un linguaggio giovanile e luccicante, etereo e spesso clicca qui per il seguito.

15/03/10

Recensioni :: libri :: Il Lamento del Bradipo :: on MilanoNera


Il Lamento del bradipo, seconda fatica di Sam Savage, è un libro da assaporare con sottofondo blues, un bicchiere di whisky in mano, e tanta voglia di prendere le cose con filosofia.

La seconda opera dello scrittore americano, ex professore di filosofia diventato poi pescatore, falegname ed infine grafico di pressa, è originale e fuori dal coro quanto il precedente libro dell’autore, Firmino, nato in una notte di veglia e diventato best seller per puro caso ed inaspettatamente.

Bislacco, lento, malinconico, a tratti divertente, il protagonista, Andy Whittaker è un grafomane con tutte le carte in regola per divertire con una punta di amarezza tutti coloro che si addentrano nel suo universo, fatto da inquilini che non pagano l’affitto, da aspiranti scrittori e poeti (che sono il materiale umano che più fa riflettere e sorridere), ex – mogli, ex-compagni di scuola, ex-familiari, e tante vite lontane mille miglia dal proprio universo che va a pezzi, inesorabilmente.

Proprietario di una rivista letteraria (Bolle) che rischia la bancarotta, possessore di clicca qui per leggere il seguito.

06/02/10

Recensioni Libri: Il giorno dei soldi_on MilanoNera


Prendete tre amici, ognuno con la propria precarietà esistenziale e non solo.
E date loro soldi, tanti soldi, facendoglieli trovare così ,senza un reale perché.
Metteteli di fronte ad un bivio: fare del bene a se stessi o agli altri?
Ed ecco ottenuto un perfetto romanzo in salsa russa che fonde sapientemente umorismo e filosofia, definendo i contorni del tipico spirito slavo combattuto da sempre fra esigenze personali e grandi ideali.
Il romanzo il giorno dei soldi dello scrittore e giornalista televisivo Aleksej Slapovskij, offre clicca qui per il seguito su MilanoNera.

10/01/10

Recensioni libri: Zia mame su MilanoNera

Sarà il vestito paillettato o il bracciale di diamanti a fare questo effetto?

Oppure il miraggio – speranza di una vita libera dalla noiosa normalità della routine ad affascinare il lettore una volta finito questo romanzo?

Zia Mame, pubblicato nel 1955, è un vero mistero.

Lo stile colto, elegante, brillante, introduce il lettore in un’ esistenza meravigliosamente al limite, divertente, glamorous, speranzosa.

Una vita, quella della zia Mame, clicca qui per leggere il seguito pubblicato su Milanonera web press.

28/10/09

Il Club Dumans (libro) - 1993

Il fascino del male è indiscutibile; lo si teme ma attrae fortemente e a dispetto di ogni buon proposito.

A partire dal cinema che propone rappresentazioni di Lucifero fascinose e ammalianti (come dimenticare Al Pacino ne L’Avvocato del Diavolo in cui saluta lo spettatore con un sorriso da irresistibile canaglia?), fino alla letteratura, il Diavolo è la tipica cattiva compagnia che i genitori ci impongono di non frequentare ma che proprio ci attrae e trascina in un mondo magico e ...clicca qui per leggere il seguito su MilanoNera!

15/10/09

Storie di uomini sposati (libro) - Marcelo Birmajer (no chick - lit!)


Non fatevi ingannare dalla copertina: non è un chick-lit , una letteratura da pollastre, al massimo lo sarà da pollastri, ma niente di più.
Questo libro sia di monito a chi leggerà questo post: non sempre ,dietro una determinata copertina ,si cela quello che crediamo di trovarvi.
Prendendo questo libro dallo scaffale della biblioteca della mia città ho pensato QUESTO BIBLIòN è MEGA CACòN (chi ha orecchie per intendere ,intenda: ho solo storpiato un detto greco che diceva qualcosa tipo grande libro grande ca**ta).
La copertina è bella ma mette una pulce fashion nelle orecchie del lettore che è certo di ritrovarsi qualcosa del tipo I LOVE SHOPPING CON TU Mà.

NO.IL LETTORE SBAGLIA.HA APPENA PRESO UN GRANCHIO.Anzi, un'aragosta, e di quelle buone visto che il libro è bellissimo.
Questo scrittore argentino ,Marcelo Birmajer ,giovane, promettente , propone una raccolta di racconti che sembra che abbiano il protagonista in comune ,ma in realtà fanno un ritratto di varie tipologie di uomini.
Lo scaltro, il giovane, l'attempato, il giornalista disperato: tutti gli uomini del mondo ,diversissimi tra loro hanno una cosa in comune, ovvero la voglia di sentire le farfalle nello stomaco ancora una volta.
E' triste ,ma una volta che la vita ha preso una certa piega, positiva o negativa che sia, si fa di tutto per crearne un'altra, di piega.
Non si è mai soddisfatti di quello che si ottiene e si lotta di continuo per cercare altro, chi con avventure di sesso , chi in cerca d'amore, chi con inganni.
Racconti originalissimi ,sempre ambientati nell'esotica Argentina ,così lontana ma così infuocata.

L'uomo è una creatura incompleta perchè non sa quello che vuole nè con che mezzi ottenerlo; sbaglia, perde quello che ha, lo riprende ma non è contento; è una canna al vento.
Troverà mai un'equilibrio? Speriamo di no; altrimenti da cosa trarrebbero questi bravissimi scrittori argentini lo spunto per un libro?!

Il libro su Ibs
Il Libro su Anobii

08/10/09

Rapina a mano armata- (libro) - Lionel Wite su MilanoNera.com

Rapina a mano armata è un perfetto esempio di romanzo noir dal sapore retrò, ma attuale nel suo proporre un’immagine senza tempo dell’umanità.

Lo scrittore Lionel White, autore di questo e di altri romanzi del medesimo genere che hanno ispirato numerosi film, lascia come eredità un libro dal ritmo veloce ma elegante, che richiama alla mente i film in bianco e nero degli anni ’40-50.

La vicenda parte da Johnny Clay che...per continuare a leggere premi qui

03/10/09

Mucche Pazze(libro) - Kathy Lette

E' un tipico chick-lit, ovvero letteratura per pollastrelle.
Già il fatto che sia stato recensito da Grazie ,Vogue & co. è tutto un perchè.

Maddy, australiana trasferitasi a Londra ,s'innamora del tipico stronzo bello e di successo e ha da lui un figlio che non sarà riconosciuto.
Povera, senza mezza e lontana da casa, si ritrova erroneamente con un prodotto non pagato alla cassa dei grandi magazzini harrods e viene arrestata.
la perfida psicologa cercherà di portale via il piccolo Jack prima con le buone poi strappandoglielo di mano, sostenuta da un avvocato che si fa pagare in "natura" dalle carcerate, e un sbirro corrotto.
Ma Maddy riuscirà a far evadere Jack grazie alla griffata amica Gllian ,sempre con unghie laccate e a caccia di uomini ricchi, mettendo il pargolo in una borsa; il problema sarà ritrovarli...

Il linguaggio è quel che è: semplice ,senza poesia (a parte le parti che parlano degli abbracci madre-figlio).
Irritantissimo per questa ironia da quattro soldi che si spreca ad ogni proposizione, spesso e voltieri fuori luogo, questo libro lo si può salvare per un pizzico di orginalità nel finale.
A dirla tutta ,tanto originale da rasentare il fatascinetifico...in conclusione, un libro da ombrellone e schiaffare in testa a Rushdie che lo commenta come se fosse un capolavoro di umorismo.

Bah, avrà riso solo lui.

Donna per caso (libro) - Jonathan Coe

La donna per caso in questione è Maria, una giovane inglese che, a differenza del resto del genere umano è affetta da Nichilismo acuto ,che la porta a non provare piacere nelle cose che i comuni mortali fanno.

Oltre a questo non riesce a trovarvi un senso.
Come affronta allora la vita questa ragazza? Come si rapporterà col resto dell'umanità? come s realizzerà la sua esistenza ,sempre se una realizzazione è prevista?
Ce ne mette al corrente il narratore, che ,voce fuoricampo invasiva ,si limita a riportare come in un documentario vita ,morte e miracoli di Maria e di chi la circonda.
Alla fine del libro ci si chiede: E QUINDI? COSA VOLEVA DIRCI IL NOSTRO COE? CONCLUSIONE DEI FATTI? C'è UNA MORALE?
Se c'è , io non l'ho capita. O se l'ho capita ,semplicemente non c'è.
In pratica o ci sono io cerebralmente o c'è la nostra agognata morale.
Perchè l'idea di base è buona, ovvero verificare fino a che punto tutte le attività umane siano realmente utili, ma francamente non ho capito l'autore come la pensa.
Da che parte è? da quella del genere umano che comunque cerca un senso anche dove non c'è rischiando di costruire effettivamente qualcosa , o dalla parte di Maria. che pare abbia capito tutto e cioè che nulla ha senso e quindi tanto vale farsi trascinare dal destino sprecando la propria vita?
Questa è la grande pecca del libro: una mancanza reale di presa di posizione.
Per il resto scorrevole e forse carino da leggere per qualche bizarrìa che viene raccontata.

22/09/09

Zazie nel Metrò (libro) - su MilanoNera.com

Bello, bellissimo, imperdibile.
Brillante, sgangherato e disincantato, questo romanzo merita di essere letto in ogi dove e in tempi brevissimi più volte nella vita.
Se cercate innovazione della lingua, personaggi divertenti e freaks, parolaccie e ag, siete nel libro giusto.

Zazie, una bambina di dieci anni, viene affidata dalla madre Jane ,sempre a caccia di "ganzi", al suo zio(?) Gabriel, parigino muscoloso che di mattina dorme e di notte balla travestito da donna.
Contornato da personaggi incisivi e very funny, verrà coinvolto assieme alla piccola ma cazzuta Zazie in avventure di ogni tipo.
Riuscirà la piccola a prendere la metro?

Verificatelo voi stessi ,con questo pezzo di amaro divertimento che ride anche quando si parla di ambigua sessualità
Dal romanzo è stato tratto un film diretto da Louis Malle nel 1960.

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23/08/09

Platonic Sex di Iijima Ai, Rizzoli 2004

Platonic Sex, edito dalla Rizzoli , e pubblicato nel gennaio 2004 dall’autrice ex-prostituta ed ex pornostar Iijima Ai, non è un granchè.
Dalla trama ,comprandolo, pensavo “chissà quali rivelazioni psicologiche farà questo romanzo“: ma come sempre non bisogna “giudicare un libro dalla copertina”.
Il romanzo non è altro che la breve autibiografia dell’autrice , parecchio popolare nel paese nipponico ,la quale ,raccontandoci parte della sua infanzia tra scuola, doposcuola e soffocante famiglia (tradizionale giapponese dove il padre porta realmente i pantaloni e la madre ,tipica donna di altri tempi, vive solo per la famiglia e per il successo dei figli) ,trascorsa in maniera frustrante ; la sua frustrazione troverà molto presto (14 anni soli) sfogo nell’uscita con amici suoi conetanei , con famiglie particolari alle spalle ; tutto contornato dalle zone più IN di Tokyo dove locali chic si alternano con night club popolati da “Hostess”.Ben presto Ai scappa di casa cn suo fidanzato, che finirà in prigione e comincerà per lei la discesa agli inferi tra perversi milionari, pellicce e abiti di Chanel fino alla sua sortita nel mondo dell’hard da cui uscirà ben presto per dedicarsi solo alla tv.
Il personaggio-autrice non è dei più autentici o coinvolgenti; ci si aspetterrebbe lunghe confessioni o comunque spiegazioni di carattere psicologico sul perchè e come una donna può accettare di “vendere” il suo corpo ; oppure si attenderebbe l’esposizione di ragionamenti circa il come accettarsi in un ambiente ambiguo come quello dell’hard (che da sempre affascina e inquieta).Niente di tutto ciò :
la scrittrice si limita soltanto a raccontare come i fatti avvennero ,senza descrizioni particolareggiate, senza ragionamenti intelligenti o comunque interessanti; la sua è semplicemente la cronaca di una vita.
La Ai ,scrivendo ,pare non essere coinvolta emotivamente nei fatti o addirittura non interessarsene o semplicemente non averci ragionato sopra, come a tutti capita a posteriori.Racconta dei fatti, punto.Niente spiegazioni ,niente perchè ,niente di niente.L’unica cosa interessante è che mostra ,quasi in maniera documentaristica, un mondo sconosciuto, soprattutto a noi occidentali; quello dei night giapponesi ,che ,non si sa per quale ragione ,mantengono l’aura di erotismo più che di pornografia.Interessanti sono chiarimenti circa quanto e come guadagnano le “hostess”, su come viene gestito il lavoro, su come gestiscono finanze e vita privata.
Per il resto, il libro POTREBBE idealmente incuriosire o rimanere impresso solo per alcuni particolari alquanto sconci che a volte sfiorano il trash.
Per questa ragione il libro non è consigliato a tutti ma solo da una certa età ,quella della consapevolezza (chi ha orecchie per intendere, intenda) in poi.Morale della favola: non vale la pena spendere 14 euro per un libro del genere.Piuttosto, giocateveli stasera al superenalotto, per lo meno avreste la speranza di emozionarvi un pò ,contrariamente a quello che fareste comprando questo libro.
Un kiss per la descrizione di un "mondo sconosciuto", tre pedate per il resto.

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17/08/09

I capelli dei dannati (libro)- Joe Meno - Edizioni E/O - 2004

Questo libro, edito da Edizioni E/O el 2004 (prezzo 12.50 euro), è un esempio di letteratura almost-punk ,precursore dei disagi giovanili che verranno abbondantemente espressi in futuro dal simpatico Moccia (grande sociologo che si può permettere di scrivere saggi che rappresentino la gioventù delli anni duemile).

L’autore, Joe Meno, scrittore di Chicago ,già autore di altri due volumi , ci regala un’immagine non pretenziosa di quello che erano le generazioni contemporanee a quella di Beverly Hills 90210 ,ma che dal modello del riccone-cazzone che non fa altro dalla mattina alla sera che inciuciare ,si discosta abbondantemente dandoci il ritratto di giovani punk degli anni ‘90 (anche se punk è un parolone).Il libro è bello; 350 pagine che volano via anche in meno di tre giorni , scritte con un linguaggio “colorito” e tipicamente adolescenziale (lo scrittore meritrebbe un premio solo per come è riuscito ad immedesimarsi, almenochè ai tempi della stesura non fosse effettivamente un brufoloso adolescente).Ricco di parolacce, scivoloni grammaticali e quant’altro ,restituisce perfettamente lo slang dei liceali associando allo stesso tempo una trama carina (ma nulla di speciale) a concetti molto interessanti.

Brian, liceale degli anni ‘90 di Chicago, si innammora della sua amica punk cazzuta-camionista Gretchen…iniziono così le sue tribolazioni amorose alla ricerca dalla compilation su cassetta (oddio, ve le ricordate le cassette!!!???) capace di farla innamorare alla stregua di un filtro amoroso.Cercando dunque la formulazione magico-musicale, vive la sua vita tra fastfood, genitori divorziati o sull’orlo del suddetto, Misfits, Smiths, punk, straightedge, studenti neri con la fissa dei vecchi vinili, amori improbabili, sesso, riflessioni sul razzismo e sulla crescita.

Nonostante il libro nel complesso non sia poi questa grande rivelazione di originalità , non annoia ,anzi , fa riflettere e immedesimare come pochi riescono ,toccando tasti dolenti di quegli adolescenti che nel cuore siamo rimasti.

Tasto dolente n°1: l’integrazione: una fissazione onnipresente, che non abbandona fondamentalmente mai…ce la portiamo dietro fin dalle medie ,chi più ,chi meno.Cercare nel punk, nella moda, nell’alcol ,mezzi per indentificarsi con un gruppo o per uscire dalla condizione di “sfiga” è sempre stata la croce e delizia di qualunque sociologo o psicologo che sia, che nonostante fanatascientifici studi, non ne vengono capo mettendosi d’accordo, in sostanza.Eppure, questo autore punk non dico che ne viene a capo, ma lancia, con questa storiella, spunti di riflessione senza la pretesa di predicare:

“Secondo me la maggior parte fa quello che fa per inserirsi, capito?Tipo che è tutta una posa senza senso”

“Cioè non sapete nemmeno quello che significa il punk.Vi vestite così perchè tipo eravate due fallite e alla fine delle medie il punk vi ha fatto diventare qualcosa, cioè, vi ha dato un gruppo in cui inservi”

Tasto dolente n°2: quello che i genitori pretendono.Brian ,Gretchen e altri amici, alle medie ,facevano parte del gruppo di Matematica, in virtù del quale parteciparono ad un torneo al quale furono accompagnati dai genitori di Gretch.Perdono,ma nessuno ne fa una tragedia; nessuno tranne la piccola Andrea che quasi si rifiuta di tornare a casa , in lacrime per aver perso.Ecco cosa fanno le pretese fuori luogo; creano piccoli pezzi di ansia che tra l’altro si disperano su cose poco essenziali.

Ma oltre all’adolescente sopito in noi ,il romanziere ci pone difronte al problema dell’integrazione razziale (bianchi e neri del liceo decidono di fare due balli separati) ma soprattutto umana che forse, a detta del candido Brian , può essere favorita dalla musica.

“..e io continuai a ripensare a quel momento del concerto con tutti quei ragazzi diversi ( punk e stragihtedge, ndr) che poi tanti diversi non erano, quando il cantante aveva deto a tutti di sucire insieme…cioè non c avevo mai pensato prima , ma forse,forse la musica poteva cambiare alcune cose,magari anche per me”

Per farla breve; il libro è bello, nella sostanza e nella forma, con personaggi credibili e ambientazione retrò.

voto: 7/10.

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