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Visualizzazione post con etichetta emergenti musica. Mostra tutti i post
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16/08/10

Video Il Cavaliere Alessandro + cambio blog



Nel mese di Giugno Il Cavaliere Alessandro , (alias Alessandro Cavaliere) pugliese, cantante, chitarrista e autore di testi e musica del progetto musicale portante il medesimo nome - arrcchito dalle personalità degli altri tre musicisti, Angelo Ceci (batteria), Ruggero Chiariello (chitarra elettrica) e Michele Palmieri (basso) - ha pubblicato il suo secondo album dal titolo LIBERA, scaricabile da internet gratuitamente.


Annunciando già che presto pubblicherò qui la recensione di questo bellissimo lavoro, caratterizzato da numerose influenze, sia cantautorali (Lucio Battisti) che new wave (Depeche Mode) rielaborate in maniera personalissima, ne approfitto per segnalare la messa in rete del video di ALLO SPECCHIO...clicca qui per leggere il seguito.



Approfitto della segnalazione di questo post per dire a chi mi segue che non sono scomparsa nel triangolo delle bermuda; semplicemente ho cambiato blog - ma non contenuti- quindi tutti i suicidi o aspiranti tali che perseverno nel loro errore e vogliono ancora seguirmi, possono farlo presso questo indirizzo >>>>http://hotmag.it/enough/

e quindi, niente...peggio per voi.

18/06/10

Emergenti musica :: indie-surf :: The Keys



Gettate via pantaloni di pelle nera e spille da balia da punk '77.
Non prendete nemmeno in considerazione la spalline anni ottanta, ne tanto meno il cotonamento dei capelli con lacche o altro.
Dite si all'anacronismo, no alla modernità ed eccovi a Woodstock a cavallo delle melodie dei The Keys, gruppo gallegiante tra il psichedelico e il garage originario del Galles.
Con il loro ep, Fire Inside, di prossima uscita (7 Giugno), strano a dirsi, questi musicisti hanno riportato in vita melodie alla Beach Boys, tipicamente americane, mescolandole con sonorità beatlesiane, di matrice puramente inglese.
Hanno unito due continenti per un unico scopo: divertirsi.
Si, perchè la grinta e l'energia che trasmettono sono di un raro squisito e solare, fatto di schitarrate indie e organetti anni sessanta.
Piacciono perchè sono freschi nonostante non radicalmente innovativi.
Ma cosa importa se abbiamo la possibilità di cercare l'onda perfetta e di trovarla nelle loro canzoni?
Sognate, e imbracciate una tavola da surf!




29/05/10

Emergenti stranieri :: Undersea Poem


Sa di arance, sale marino e coriandoli.
Il duo indie-bossanova Undersea Poem, composto da marito e moglie di nascita newyorkesi, hanno pubblicato questo lp, Make me Happy, sotto l'etichetta Six Degrees Records , occupandosi della registrazione in Messico.
Arrangimenti eleganti e sensuali, qualcosa di classico e qualcosa di "brasialiano" si abbracciano in atmosfere meno esotiche per rendere un effetto inconsueto e aumentare il desiderio di spiaggia.




25/05/10

Emergenti stranieri :: indie-psichedelico-gospel :: Joensuu 1685


Atmosfere santificate e corroboranti fanno da scenografia alle canzoni della band finlandese JOENSUU 1685.
Il trio è composto da Mikko Joensuu, Markus Joensuu e Risto Joensuu, tre fratelli affascinati dal blues, dal garage e dalla psichedelia in tutte le loro forme.
Impeccabili nella fantasia, vari nelle sonorità che spaziano dall'hippy visionario al dark-noise-no wave con spunti alla Bahuaus (ascoltate Nothingness per credere), creano riverberi d'aria a volte potenti e volte delicati.
Di matrice essenzialmente kraut, questa band finlandese che da poco ha pubblicato l'album di debutto, incanta (Walk on Water) e annichilisce, stordisce e sazia, tende la mano con suoni conosciuti, la ritrae con momenti industrial e criptici (Crystal Light).
Promettono bene e sono proprio curiosa di sapere quali evoluzioni stilistiche interesseranno il loro sound.
Il loro blog, ricco di foto di live >> http://joensuu1685.blogspot.com/


24/05/10

Musica :: indie :: uscita album :: The Soft City


Un indie dall'anima sixties, jingle simpatici e allegri, pacifici e facili da ricordare, in odore di Bob Dylan e Velvet Underground.
Ecco il risultato del lavoro della band newyorkese The Soft City, supergruppo indie composto da Phil Sutton dei Comet Gain e altri membri dei Ladybug Transistor e Crystal Stilts.
Dopo due ep eccoli ritornare sui palchi con il loro omonimo disco composto da dodici canzoni, soft per davvero, funny realmente, delicato e frizzante quanto una fresca primavera in Central Park.
A sentire questo disco New York non ci sembra poi così stressante come la descrivono.




23/05/10

Emergenti stranieri :: indie-surf :: The Keys



Gettate via pantaloni di pelle nera e spille da balia da punk '77.
Non prendete nemmeno in considerazione la spalline anni ottanta, ne tanto meno il cotonamento dei capelli con lacche o altro.
Dite si all'anacronismo, no alla modernità ed eccovi a Woodstock a cavallo delle melodie dei The Keys, gruppo gallegiante tra il psichedelico e il garage originario del Galles.
Con il loro ep, Fire Inside, di prossima uscita (7 Giugno), strano a dirsi, questi musicisti hanno riportato in vita melodie alla Beach Boys, tipicamente americane, mescolandole con sonorità beatlesiane, di matrice puramente inglese.
Hanno unito due continenti per un unico scopo: divertirsi.
Si, perchè la grinta e l'energia che trasmettono sono di un raro squisito e solare, fatto di schitarrate indie e organetti anni sessanta.
Piacciono perchè sono freschi nonostante non radicalmente innovativi.
Ma cosa importa se abbiamo la possibilità di cercare l'onda perfetta e di trovarla nelle loro canzoni?
Sognate, e imbracciate una tavola da surf!




21/05/10

Emergenti italiani :: blues-punk :: Movie Star Junkie

I Movie Star Junkie sono una band, e fin qui ci siamo.
Ed una band pigra, visto che sul loro myspace hanno lesinato informazioni biografiche, creando un alone di mistero che, a me personalmente, non piace.
Volevo parlare di loro, di quello che hanno fatto, di quello che faranno, e invece mi ritrovo con sole due tracce (belle, per altro) e poco altro.
Animate entrambe le canzoni da una vena metal e talvolta industrial, fanno il verso ai Gogol Bordello riproponendone la bislaccheria ma non i contorni sfilacciati del genere gipsy.
Sono punk e folkettari, nel senso che vi mescolano un non so che di Morriconiano/messicano alla Sancho Panza per il loro pizzicare corde e cantare in coretti che tanto fanno avventura selvaggia nei deserti picchiettati di cactus.
Mescolano punk, blues, avvoltoi, divise militari di conquistadores spagnoli, Zorro e marcie in un sol colpo...anzi, due, visto che le canzoni sul loro myspace sono in coppia.
Ascoltateli e sognate di Zorro che compatte contro Panza in un surreale incontro/scontro.
Ps: se per una caso fortuito questa band dovesse venire a conoscenza di questo post, lasci di sè una qualche traccia biografica...per lo meno sapremo se questi musicisti realmente esistono.

Musica :: free dowload :: MAP

Anche questo mese, Polaroid Blog ha partecipato al Music Alliance Pact, progetto internazionale che prevede che il blog musicale più rappresentativo di una delle nazioni coinvolte proponga ogni mese il pezzo di una band/cantante emergente, a prescindere dal genere musicale di appartenenza (anche se l'indie è particolarmente presente nelle compilation).
Il progetto è molto interessante, soprattutto perchè consente la libera diffuzione della musica e la pubblicizzazione di band che meritano attenzione nonostante non facciano parte del mainstream.
Questo mese Polaroid Blog ha proposto un simpatico pezzo della band Vermillion Sands, Miss My Gun, dal sapore hold America, con venatura indie e folk simpatiche e coinvolgenti.
Come sempre molte sono le band di spicco e chiunque si dedicherà all'ascolto della compilation qui se ne accorgerà. (Nella pagina suggerita è compreso il link per scaricare legalemente tutte le canzoni).

20/05/10

Emergenti stranieri :: indie :: Maths & Physics Club

Fantastici, dai colori sbiaditi, raffinati.
I Maths & Physics Club sono una band indiepop da gusto retrò, vagamente rimembranti lo Sting di All This Time.
Alle spalle hanno alcuni ep particolarmente carini, che hanno un non so che si campestre.
Il loro prossimo album, prodotto dall'etichetta Matineé ( http://www.indiepages.com/matinee), uscirà il 1° Giugno e si intitolerà Shouldn't Look As Good As I Do.
Un assaggino di questa uscita ci viene offerta da questa band di Seattle con Jimmy had a Polaroid, che è possibile ascoltare sulla loro pagina FB (http://www.facebook.com/mathandphysicsclub).
E' da non perdere, per potersi tuffare nella fresca brezza dei tramonti tardo primaverili.

Myspace >>> http://www.myspace.com/mapc

18/05/10

Emergenti stranieri :: indie :: Diamond Rings

Diamond Rings è un progetto musicale solista di un canadese di Toronto originale e finto-ambiguo. Ancora poco conosciuto al grande pubblico, è già di culto però tra i veri indie che, si sa, non seguono un artista se non è praticamente sconosciuto e fuori dal mainstream.
Trucco alla Bowie, movenze che ricordano Morissey (soprattutto nel video Wait & See, con quel giacchino di jeans sformato e la colonna d'oro, non ricorda forse Charming Man?!), questo ragazzo ha dato vita ad un pop ingenuo, montanaro tanto è semplice, digeribile come solo un omogenizzato può esserlo.
E di omogenizzato si tratta: patchwork di stili anni ottanta-novanta molto pop, questo Principe di Bel-Air con tanto di graffiti e pantaloni iperstretti, ci piace.
Anche se solo per poco.
La domanda sorge dunque spontanea: avrà successo mondiale?
Non lo so. Però di certo il suo smalto arancio fluo merita attenzione.


16/05/10

Rec Musica :: Juice Water _ by Erica Quitzow >> su EXTRA Music Magazine

Molti si chiedono se nella musica esista qualcosa di non ancora sperimentato, se i musicisti abbiano qualcosa da dire che nessuno dei precedenti abbia già proposto.
Tutte costruzioni effimere della mente, complicate, intricate, che fanno perdere nei meandri dei pensieri allontanando dall’attività principale: quella del creare musica che abbia come scopo solo quello di divertire.
Questo si è indotti a pensare all’ ascolto di...clicca qui per leggere il seguito su EXTRA! Music Magazine.
Visita anche Champagne Pop >> http://champagnepop.blogspot.com/2010/05/emergenti-stranieri-erica-quitzow-con.html

09/03/10

SPECIALE ARè ROCK FESTIVAL 2010: intervista agli Aedi



foto di Antonella Fuccilli

In occasione dell’esibizione all’Arè Rock Festival del 5 marzo, I Think ha intervistato Celeste Carboni, cantante degli Aedi (www.myspace.com/aedimusic), gruppo indie proveniente da Macerata e composto, oltre che da Celeste (voce e tastiere), da Paolo Ticà' (chitarra, timpano, sinth, casio), Jones Piu (basso), Claudio Innamorati (chitarra, glockenspiel), Filippo Tacchi (batteria).


Celeste, chi erano gli Aedi e come mai questo moniker?
Gli Aedi erano dei cantori della Grecia Antica. Abbiamo preso questo nome per l’idea musicale che rende e non per il genere a cui si associa, anche perché impossibile da riproporre. Noi infatti non usiamo sonorità affini alla musica popolare né cantiamo in italiano.

Gli aedi raccontavano storie: le vostre canzoni di cosa parlano?
Non ci sono dei temi principali: sono più che altro descrizioni legate a sensazioni visive. I testi sono molto brevi. La voce viene usata come strumento musicale e ha il compito di trasmettere le emozioni. La nostra è una musica di immagine.


In che modo scatta l’ispirazione che genera poi i vostri brani?
Scatta quando qualcuno decide di fare qualcosa, non è una cosa istintiva, per lo meno nel mio caso. Penso ad un’immagine e cerco dei suoni che la descrivano. Sono diplomata al conservatorio e quindi cerco sempre un legame che associ il suono e l’ambiente che voglio riprodurre.


Definisci la tua band in tre parole chiave.
Giocosa, accademica (ma più che altro per il legame che abbiamo con l’armonia classica), e semplice.


Quali generi musicali vi piacciono e influenzano?
Siamo in cinque nella band, quindi ognuno ha le sue preferenze. Io personalmente sono molto legata alla musica classica… altri amano il punk, post rock ecc.


A che tipo di pubblico vi rivolgete?
Il nostro tipo di musica implica un ascolto impegnativo: per questa ragione ci rivolgiamo ad un pubblico adulto, maturo, attento ai particolari. E' difficile che un adolescente colga ogni sfumatura dei nostri suoni.


Gli strumenti che usate sono quelli classici delle formazioni rock?
Ultimamente, alla strumentazione classica che già usavamo, abbiamo aggiunto fiati, maracas, campanelle... Abbiamo spesso arricchito il tutto con suoni tribali.


Quando hai capito che la tua strada era la musica?
Sono nata in un ambiente musicale, circondata da musica fin da quando ero bambina, quindi non c’è stato un momento in particolare. Adesso, oltre che studiare musica, ho in cantiere molti progetti musicali, anche in ambito didattico.


Quando è venuta l’idea di formare una band?
L’idea ci è venuta quando frequentavamo le superiori, nel 2002; la creazione della band è avvenuta spontaneamente, dovuto al fatto che tra noi c’era e c’è un forte legame d’amicizia.
Solo nel 2007 però abbiamo cominciato a comporre musica inedita; i primi anni abbiamo cercato la nostra identità musicale.

08/03/10

SPECIALE ARè ROCK FESTIVAL 2010: intervista ai Falena


foto di Antonella Fuccilli

I Falena sono una band indie-rock barese nata nel 2008 e composta da Michele Ventrella (voce e chitarra), Giuseppe Dentamaro (bassista), Roberto Antonacci (voce e chitarra) e Fabio Letizia (voce e batteria). Il 5 marzo si sono esibiti a Barletta per la seconda serata dell’Arè Rock Festival e abbiamo colto l'occasione per conoscerli meglio e presentarveli.

Sul vostro myspace (www.myspace.com/falenabari) si impone un’immagine in cui è raffigurato un bambino con una falena sugli occhi: cosa rappresenta? Perché avete scelto la Falena come simbolo della vostra band?
Tempo fa suonammo in un locale, al cui interno aveva trovato dimora una falena che non riuscimmo a far volare via. Non avevamo un nome e quindi prendemmo come spunto questo episodio per trovarne uno.
La falena sugli occhi del bambino non è cattiva: ha il compito di proteggere l’innocenza dagli orrori del mondo.


I temi delle vostre canzoni trattano di questo dunque?
Non esclusivamente: sono libere e molto intime. Chi suona ha il vantaggio di farsi ascoltare quando le espone.
Quello a cui facciamo riferimento spesso è la relazione tra noi e il mondo esterno.

Come nasce un vostro pezzo?
La musica è un’urgenza, è comunicazione: dunque una canzone è quasi una richiesta di aiuto, che vuole un riscontro dall’esterno. Generalmente un pezzo nasce in pochi secondi, e musica e testo nascono a volte insieme, a volte l’una precede di poco l’altra.

Con quale band famosa vi piacerebbe collaborare?
Sicuramente con i Wilco e i Sigur Ros.

Come definireste la vostra band?
Non amiamo le definizioni. Noi suoniamo, facciamo musica, le etichette non ci interessano più di tanto.

Secondo voi, con l’avvento di internet, come è cambiato il rapporto con la musica?
Internet dà molte informazioni, ma non approfondite. Sarebbe bello, invece, credere ancora nel legame che si crea tra ascoltatore e band, legame che ti porta a seguire la carriera dei musicisti a cui ci si affeziona. Con internet, che rende tutto più fruibile, non ci saranno più band famosissime come prima: gli ultimi forse sono gli U2.
Bisognerebbe educare le nuove generazioni ad un ascolto responsabile; per il resto ognuno, grazie ad internet, può assecondare un pensiero, una preferenza…

Come vivete le esibizioni live?
Con l'esperienza abbiamo imparato a suonare prima di tutto per noi stessi. Chi vuole percepire le nostre emozioni ci riesce, perché se siamo felici di suonare noi, anche al pubblico arriverà questa nostra carica emotiva.
Non inseguiamo il successo: quello che cerchiamo è la soddisfazione personale.

Se un giorno doveste, però, diventare famosi, e ve lo auguriamo, come vorreste essere ricordati nella storia della musica?
Sicuramente vorremmo che i Falena fossero considerati come una band onesta: che non ha fatto nulla di nuovo, ma semplicemente bella musica in maniera autentica e sincera.
Non crediamo nella ricerca ossessiva della novità, ma della qualità, sforzandoci di produrre buona musica, che non faccia sfigurare la musica italiana.


Grazie per l’intervista! Speriamo di rivedervi presto su palco!




01/03/10

Speciale Arè Rock Festival 2010: intervista ai Cariòn per I Think Magazine


Cariòn (www.myspace.com/carionband, http://www.youtube.com/user/carionband ) è una band di Bari nata nel 2004 e formata da Vito “Vigos” Napoletano (voce e chitarra), Cristiano "Marvin" Laporta (basso), Marco De Giovanni (batteria/basi), Roberto Calabrese (chitarre) e Gianluca Schettini (synth/pianoforte).
Suonano un indie-rock possente ed elettronico, cantato in italiano.
La loro musica è un misto fra rock'n'roll di stampo americano e synth/indie che colpisce dritto al cuore.
Le melodie ricordano la forza espressiva e sentimentale delle vibrazioni e la grinta dei primi Litfiba.
I Think Magazine - www.ithinkmagazine.it (il mio zampino sta, soprattutto nelle rise che si sentono nelle registrazioni) li ha intervistati per voi!

Il nome della band (Cariòn) è inconsueto: da dove deriva?

Vigos: E’ un carillon “italianizzato”. L'idea è nata per l’effetto sorpresa del carillon: una scatoletta di cui non conosci le melodie finché non la apri.

Il vostro è un rock puro talvolta arricchito di contaminazioni: a quali artisti vi ispirate?

Vigos: Per le sonorità più rock mi vengono in mente Alice in Chains, il grunge anni ’90…
Marvin: Sì, e aggiungerei l'alternative rock, anche britannico.
Vigos: Invece per le sonorità più elettroniche ci ispiriamo soprattutto a Depeche Mode, Jesus and Mary Chains…tutto questo genere che prevede campionamenti seri.
Marvin: Al di là dell’Industrial e musica anche un po’ più estrema.

La scelta di cantare in italiano, quindi, nonostante le vostre radici musicali siano inglesi e americane, a cosa è dovuta?

Vigos: Siamo in Italia e cantare in italiano significa far arrivare prima agli altri ciò che vuoi dire e trasmettere. E’ vero che oramai si ascolta molta musica straniera, però in qualche modo dobbiamo rappresentare una realtà che esiste, quella della musica italiana, anche se cantare in italiano è più difficile, soprattutto nell’ambito del rock, perché è più semplice tirare fuori melodie vocali in inglese.
Marvin: Infatti, se ci si fa caso, gli ultimi gruppi rock italiani risalgono a 10 o 15 anni fa, ad esempio i vecchi Litfiba, i Timoria, i Negrita, gli Afterhours.

Definite la vostra musica anche indie: l’indie va parecchio di moda…

Vigos: Il nostro no perché non riusciamo ancora ad emergere (ride)
Questo è un buon segno, secondo me, perché l’originalità spesso non paga subito ma, quando lo fa, ricompensa tutti gli sforzi alla grande!

Secondo voi quale genere musicale in particolare esploderà nei prossimi anni?

Vigos: Io mi auspico un grande ritorno del rock’n’roll in Italia.
Marvin: Per me va bene tutto purché la smettano di proporre il solito brit-rock moderno…vorrei un ritorno del rock più duro.

Grazie per l’intervista e in bocca al lupo per la vostra carriera!

27/02/10

Musica :: Emergenti :: Gardenya


Le melodie dei tranesi Gardenya, hanno quel sapoere retrò, dolce, sentimentale ma non arreso alle mode correnti, genuino, fatto più di sentimenti che di note.

Nati nel 2005, si danno ad un'attività live fervida e seguita da molti fans.

Le loro canzoni, cantate rigorosamente in italiano, sanno coniugare perfettamente il pop - rock degli anni '90 con quella tendenza al melodico (a cui non sfuggono i Negramaro e forse nemmeno le Vibrazioni) che però non sfocia in banalità, bensì in un risultato bello come i fiori, naturale e colorato delle mille sfumeture della vita.

Sul loro myspace si possono ascoltare le loro canzoni.

23/02/10

Arè Rock Festival: la quarta edizione ha inizio oggi a Barletta



Ha inizio oggi l'Arè Rock Festival, concorso nazionale per band emergenti.
Le iscrizioni quest'anno sono state 302 provenienti da tutta l'Italia.

Oggi il concorso esordisce con musica elettronica, indie e raggae grazie a tre band:

Bycicle Beat
Cariòn
Marvanza Raggae Sound

L'Arè Rock Festival rappresenta da quattro anni un' eccellente vetrina musicale.
Numerose riviste online e cartacee prestano attenzione a questo concorso.
Ecco cosa come il sito ufficiale presenta l'evento:

I gruppi che nella classifica stilata dalla giuria tecnica delle selezioni
live si piazzeranno alle prime 10 posizioni accederanno alle due semifinali; i
migliori cinque approderanno poi alla finale. Ogni evento avrà ospiti
prestigiosi di calibro nazionale o internazionale. In palio per il gruppo
vincitore 2000 euro.
L’Arè Rock Festival si propone fin dal 2007 come
vetrina della musica di qualità ed ha finora offerto la meritata visibilità ad
artisti che hanno poi continuato un percorso luminoso di successi.
Per la prima
edizione infatti la palma della vittoria andò a Giovanni Block, pochi mesi dopo
premiato come migliore autore emergente al Premio Tenco; nel 2008 toccò alla
Fame di Camilla, che esattamente un anno dopo ha firmato per la Universal ed ha
partecipato in questi giorni a Sanremo nella categoria Nuova Generazione, mentre
nel 2009 vincitrice del concorso è
stata Erica Mou, premiata come rivelazione
Indie Pop (al pari della Fame di Camilla) al M.E.I. 2009.
Ospiti del
festival sono stati nel 2007 le icone italiche del post-rock, i Giardini di
Mirò, nell’ambito del tour dell’acclamato album “Dividing Opinions”, nel 2008 la
Chop Chop Band, (reggae/rock/electronica), gruppo in attività dal 1992, che ha
ottenuto in questi anni ottimi riscontri in Italia e all’estero e nel 2009 Max
Gazzè: l’artista è stato applaudito da oltre 5000 persone per la prima tappa del
suo “Casi Ciclici Sinteti-Tur”, che l’ha visto sul palco con Megahertz (già al
fianco di Morgan soprattutto, ma anche musicista de La Sintesi e di Lele
Battista, di Giuni Russo, DB Boulevard, I Cosi) e Sergio Carnevale (già nei
Bluvertigo).
L’Arè Rock Festival sostiene Italians For Darfur, movimento per
la promozione dei diritti umani in Darfur, ed Emergency: allo scopo di
sensibilizzare l’opinione pubblica su ciò che accade nella travagliata regione
sudanese, è prevista anche quest’anno una sezione speciale intitolata “Una
canzone per il Darfur”, per cui le band possono segnalare una loro canzone.
La manifestazione si avvale come mediapartner del programma inglese Radio
Sophia di Emilia Telese (Radio Reverb, Brighton, UK), del quinto portale di
informazione musicale italiano per numero di visitatori, Musicalnews.com, che ha
seguito la manifestazione con articoli e recensioni di ogni singola data, della
rivista online di musica e cultura Mescalina.it, che ha recensito i demo dei
migliori gruppi dell’edizione 2009, del primo mensile gratuito di musica e
concerti nato in Italia, MusicClub, del sito di informazione musicale
MusicBoom.it, della webzine di musica, teatro, libri e cultura SaltinAria.it, di
Italianissima.net – canzoni per sognare, poesie in musica, visitatissimo sito
dedicato alla Musica Italiana, di Gufetto.it, magazine che si occupa di musica,
libri, teatro, cinema e tanto altro ancora, RomaMusica- tutti i concerti a Roma,
di IThink Magazine, interessante mensile di cultura e società. Sono inoltre in
via di definizione in queste ore
altre collaborazioni con radio, tv e mezzi di
informazione.

Tutte le info su questa e altra edizione dell’Arè Rock
Festival nei siti:
http://www.arerockfestival.it/ (riavviato proprio in
questi giorni)

http://www.myspace.com/arerockfestival

http://www.facebook.com/arerockfestival

Jole Silvia Imbornone
Ufficio stampa Arè Rock Festival
ufficiostampa@arerockfestival.it

12/02/10

Where everything is! band emergente dal sapore electropop

Chi sono costoro?

Semplicemente gli Where everything is! band emergente electropop dal sapore Freakout, più maturi dei dAri, giocherelloni quanto basta per dare vita ad un pezzo che potrebbe rallegrarci l'estate 2010.

http://www.myspace.com/whereeverythingis

http://www.qoob.tv/tomwei

31/01/10

Caspian: il novello e diafano shoegaze che viene dal Massachussett

Con i Caspian si trascende il materiale; l'industrial e lo shoegaze, di mette a servizio delle emozioni, di un ritorno alla origini...

Non viviamo in affollate metropoli, non ci struggiamo per affetti incompatibili con la modernità.

Siamo poeti del suono che corrono verso ua meta non definiti a suon di piatti e chitarre distorte; spicchiamo alla fine un volo rock, intenso, deisiderato, forse sperimentabile solo mediante la musica.

Non saremo mai rondini elaborate al transistor, libere da gravità e pensieri; lo saremo solo con le note dei Caspian e della loro splendida Some are white light.

I Caspian nascono nel 2003 in Massachusett; nel 2004 registrano il loro primo demo con cui inaugurano un tour che durerà fino al 2005, facendo da spalla ai giapponesi Mono.

Un anno dopo firmeranno con la Dopamine Records e elaboreranno il loro primo ep You are the conductor (Novembre 2005).

Dopo un nuovo tour, nel 2007, esce il loro primo album: The Four Threes

26/01/10

The Berlin Girls - l'indie-ska che fa furore

Ha qualcosa dello swing, un pizzico di ska spolverato sopra e un lo-fi niente male che fa molto Pierrot punk per le strade di Francia a guadagnarsi qualche centesimo al fianco di una Piaf non ancora riveltatasi, vestita di pelle nera con una corona di fiori in testa.
Di cosa parlo?
Di ciò che la canzone Escalator dei The Berlin Girls evoca, semplice, no?!
Proprio come il loro nome...le ragazze di Berlino.
Non chiedetemi chi siano...praticamente sono degli ignoti.
Solo su chi sia il padrino si è certi: come minimo Pete Doherty li ha convertiti all'indie più feroce.
Speriamo che mantengano intatta questa loro eleganza...

http://www.myspace.com/theberlingirls

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16/08/10

Video Il Cavaliere Alessandro + cambio blog



Nel mese di Giugno Il Cavaliere Alessandro , (alias Alessandro Cavaliere) pugliese, cantante, chitarrista e autore di testi e musica del progetto musicale portante il medesimo nome - arrcchito dalle personalità degli altri tre musicisti, Angelo Ceci (batteria), Ruggero Chiariello (chitarra elettrica) e Michele Palmieri (basso) - ha pubblicato il suo secondo album dal titolo LIBERA, scaricabile da internet gratuitamente.


Annunciando già che presto pubblicherò qui la recensione di questo bellissimo lavoro, caratterizzato da numerose influenze, sia cantautorali (Lucio Battisti) che new wave (Depeche Mode) rielaborate in maniera personalissima, ne approfitto per segnalare la messa in rete del video di ALLO SPECCHIO...clicca qui per leggere il seguito.



Approfitto della segnalazione di questo post per dire a chi mi segue che non sono scomparsa nel triangolo delle bermuda; semplicemente ho cambiato blog - ma non contenuti- quindi tutti i suicidi o aspiranti tali che perseverno nel loro errore e vogliono ancora seguirmi, possono farlo presso questo indirizzo >>>>http://hotmag.it/enough/

e quindi, niente...peggio per voi.

18/06/10

Emergenti musica :: indie-surf :: The Keys



Gettate via pantaloni di pelle nera e spille da balia da punk '77.
Non prendete nemmeno in considerazione la spalline anni ottanta, ne tanto meno il cotonamento dei capelli con lacche o altro.
Dite si all'anacronismo, no alla modernità ed eccovi a Woodstock a cavallo delle melodie dei The Keys, gruppo gallegiante tra il psichedelico e il garage originario del Galles.
Con il loro ep, Fire Inside, di prossima uscita (7 Giugno), strano a dirsi, questi musicisti hanno riportato in vita melodie alla Beach Boys, tipicamente americane, mescolandole con sonorità beatlesiane, di matrice puramente inglese.
Hanno unito due continenti per un unico scopo: divertirsi.
Si, perchè la grinta e l'energia che trasmettono sono di un raro squisito e solare, fatto di schitarrate indie e organetti anni sessanta.
Piacciono perchè sono freschi nonostante non radicalmente innovativi.
Ma cosa importa se abbiamo la possibilità di cercare l'onda perfetta e di trovarla nelle loro canzoni?
Sognate, e imbracciate una tavola da surf!




29/05/10

Emergenti stranieri :: Undersea Poem


Sa di arance, sale marino e coriandoli.
Il duo indie-bossanova Undersea Poem, composto da marito e moglie di nascita newyorkesi, hanno pubblicato questo lp, Make me Happy, sotto l'etichetta Six Degrees Records , occupandosi della registrazione in Messico.
Arrangimenti eleganti e sensuali, qualcosa di classico e qualcosa di "brasialiano" si abbracciano in atmosfere meno esotiche per rendere un effetto inconsueto e aumentare il desiderio di spiaggia.




25/05/10

Emergenti stranieri :: indie-psichedelico-gospel :: Joensuu 1685


Atmosfere santificate e corroboranti fanno da scenografia alle canzoni della band finlandese JOENSUU 1685.
Il trio è composto da Mikko Joensuu, Markus Joensuu e Risto Joensuu, tre fratelli affascinati dal blues, dal garage e dalla psichedelia in tutte le loro forme.
Impeccabili nella fantasia, vari nelle sonorità che spaziano dall'hippy visionario al dark-noise-no wave con spunti alla Bahuaus (ascoltate Nothingness per credere), creano riverberi d'aria a volte potenti e volte delicati.
Di matrice essenzialmente kraut, questa band finlandese che da poco ha pubblicato l'album di debutto, incanta (Walk on Water) e annichilisce, stordisce e sazia, tende la mano con suoni conosciuti, la ritrae con momenti industrial e criptici (Crystal Light).
Promettono bene e sono proprio curiosa di sapere quali evoluzioni stilistiche interesseranno il loro sound.
Il loro blog, ricco di foto di live >> http://joensuu1685.blogspot.com/


24/05/10

Musica :: indie :: uscita album :: The Soft City


Un indie dall'anima sixties, jingle simpatici e allegri, pacifici e facili da ricordare, in odore di Bob Dylan e Velvet Underground.
Ecco il risultato del lavoro della band newyorkese The Soft City, supergruppo indie composto da Phil Sutton dei Comet Gain e altri membri dei Ladybug Transistor e Crystal Stilts.
Dopo due ep eccoli ritornare sui palchi con il loro omonimo disco composto da dodici canzoni, soft per davvero, funny realmente, delicato e frizzante quanto una fresca primavera in Central Park.
A sentire questo disco New York non ci sembra poi così stressante come la descrivono.




23/05/10

Emergenti stranieri :: indie-surf :: The Keys



Gettate via pantaloni di pelle nera e spille da balia da punk '77.
Non prendete nemmeno in considerazione la spalline anni ottanta, ne tanto meno il cotonamento dei capelli con lacche o altro.
Dite si all'anacronismo, no alla modernità ed eccovi a Woodstock a cavallo delle melodie dei The Keys, gruppo gallegiante tra il psichedelico e il garage originario del Galles.
Con il loro ep, Fire Inside, di prossima uscita (7 Giugno), strano a dirsi, questi musicisti hanno riportato in vita melodie alla Beach Boys, tipicamente americane, mescolandole con sonorità beatlesiane, di matrice puramente inglese.
Hanno unito due continenti per un unico scopo: divertirsi.
Si, perchè la grinta e l'energia che trasmettono sono di un raro squisito e solare, fatto di schitarrate indie e organetti anni sessanta.
Piacciono perchè sono freschi nonostante non radicalmente innovativi.
Ma cosa importa se abbiamo la possibilità di cercare l'onda perfetta e di trovarla nelle loro canzoni?
Sognate, e imbracciate una tavola da surf!




21/05/10

Emergenti italiani :: blues-punk :: Movie Star Junkie

I Movie Star Junkie sono una band, e fin qui ci siamo.
Ed una band pigra, visto che sul loro myspace hanno lesinato informazioni biografiche, creando un alone di mistero che, a me personalmente, non piace.
Volevo parlare di loro, di quello che hanno fatto, di quello che faranno, e invece mi ritrovo con sole due tracce (belle, per altro) e poco altro.
Animate entrambe le canzoni da una vena metal e talvolta industrial, fanno il verso ai Gogol Bordello riproponendone la bislaccheria ma non i contorni sfilacciati del genere gipsy.
Sono punk e folkettari, nel senso che vi mescolano un non so che di Morriconiano/messicano alla Sancho Panza per il loro pizzicare corde e cantare in coretti che tanto fanno avventura selvaggia nei deserti picchiettati di cactus.
Mescolano punk, blues, avvoltoi, divise militari di conquistadores spagnoli, Zorro e marcie in un sol colpo...anzi, due, visto che le canzoni sul loro myspace sono in coppia.
Ascoltateli e sognate di Zorro che compatte contro Panza in un surreale incontro/scontro.
Ps: se per una caso fortuito questa band dovesse venire a conoscenza di questo post, lasci di sè una qualche traccia biografica...per lo meno sapremo se questi musicisti realmente esistono.

Musica :: free dowload :: MAP

Anche questo mese, Polaroid Blog ha partecipato al Music Alliance Pact, progetto internazionale che prevede che il blog musicale più rappresentativo di una delle nazioni coinvolte proponga ogni mese il pezzo di una band/cantante emergente, a prescindere dal genere musicale di appartenenza (anche se l'indie è particolarmente presente nelle compilation).
Il progetto è molto interessante, soprattutto perchè consente la libera diffuzione della musica e la pubblicizzazione di band che meritano attenzione nonostante non facciano parte del mainstream.
Questo mese Polaroid Blog ha proposto un simpatico pezzo della band Vermillion Sands, Miss My Gun, dal sapore hold America, con venatura indie e folk simpatiche e coinvolgenti.
Come sempre molte sono le band di spicco e chiunque si dedicherà all'ascolto della compilation qui se ne accorgerà. (Nella pagina suggerita è compreso il link per scaricare legalemente tutte le canzoni).

20/05/10

Emergenti stranieri :: indie :: Maths & Physics Club

Fantastici, dai colori sbiaditi, raffinati.
I Maths & Physics Club sono una band indiepop da gusto retrò, vagamente rimembranti lo Sting di All This Time.
Alle spalle hanno alcuni ep particolarmente carini, che hanno un non so che si campestre.
Il loro prossimo album, prodotto dall'etichetta Matineé ( http://www.indiepages.com/matinee), uscirà il 1° Giugno e si intitolerà Shouldn't Look As Good As I Do.
Un assaggino di questa uscita ci viene offerta da questa band di Seattle con Jimmy had a Polaroid, che è possibile ascoltare sulla loro pagina FB (http://www.facebook.com/mathandphysicsclub).
E' da non perdere, per potersi tuffare nella fresca brezza dei tramonti tardo primaverili.

Myspace >>> http://www.myspace.com/mapc

18/05/10

Emergenti stranieri :: indie :: Diamond Rings

Diamond Rings è un progetto musicale solista di un canadese di Toronto originale e finto-ambiguo. Ancora poco conosciuto al grande pubblico, è già di culto però tra i veri indie che, si sa, non seguono un artista se non è praticamente sconosciuto e fuori dal mainstream.
Trucco alla Bowie, movenze che ricordano Morissey (soprattutto nel video Wait & See, con quel giacchino di jeans sformato e la colonna d'oro, non ricorda forse Charming Man?!), questo ragazzo ha dato vita ad un pop ingenuo, montanaro tanto è semplice, digeribile come solo un omogenizzato può esserlo.
E di omogenizzato si tratta: patchwork di stili anni ottanta-novanta molto pop, questo Principe di Bel-Air con tanto di graffiti e pantaloni iperstretti, ci piace.
Anche se solo per poco.
La domanda sorge dunque spontanea: avrà successo mondiale?
Non lo so. Però di certo il suo smalto arancio fluo merita attenzione.


16/05/10

Rec Musica :: Juice Water _ by Erica Quitzow >> su EXTRA Music Magazine

Molti si chiedono se nella musica esista qualcosa di non ancora sperimentato, se i musicisti abbiano qualcosa da dire che nessuno dei precedenti abbia già proposto.
Tutte costruzioni effimere della mente, complicate, intricate, che fanno perdere nei meandri dei pensieri allontanando dall’attività principale: quella del creare musica che abbia come scopo solo quello di divertire.
Questo si è indotti a pensare all’ ascolto di...clicca qui per leggere il seguito su EXTRA! Music Magazine.
Visita anche Champagne Pop >> http://champagnepop.blogspot.com/2010/05/emergenti-stranieri-erica-quitzow-con.html

09/03/10

SPECIALE ARè ROCK FESTIVAL 2010: intervista agli Aedi



foto di Antonella Fuccilli

In occasione dell’esibizione all’Arè Rock Festival del 5 marzo, I Think ha intervistato Celeste Carboni, cantante degli Aedi (www.myspace.com/aedimusic), gruppo indie proveniente da Macerata e composto, oltre che da Celeste (voce e tastiere), da Paolo Ticà' (chitarra, timpano, sinth, casio), Jones Piu (basso), Claudio Innamorati (chitarra, glockenspiel), Filippo Tacchi (batteria).


Celeste, chi erano gli Aedi e come mai questo moniker?
Gli Aedi erano dei cantori della Grecia Antica. Abbiamo preso questo nome per l’idea musicale che rende e non per il genere a cui si associa, anche perché impossibile da riproporre. Noi infatti non usiamo sonorità affini alla musica popolare né cantiamo in italiano.

Gli aedi raccontavano storie: le vostre canzoni di cosa parlano?
Non ci sono dei temi principali: sono più che altro descrizioni legate a sensazioni visive. I testi sono molto brevi. La voce viene usata come strumento musicale e ha il compito di trasmettere le emozioni. La nostra è una musica di immagine.


In che modo scatta l’ispirazione che genera poi i vostri brani?
Scatta quando qualcuno decide di fare qualcosa, non è una cosa istintiva, per lo meno nel mio caso. Penso ad un’immagine e cerco dei suoni che la descrivano. Sono diplomata al conservatorio e quindi cerco sempre un legame che associ il suono e l’ambiente che voglio riprodurre.


Definisci la tua band in tre parole chiave.
Giocosa, accademica (ma più che altro per il legame che abbiamo con l’armonia classica), e semplice.


Quali generi musicali vi piacciono e influenzano?
Siamo in cinque nella band, quindi ognuno ha le sue preferenze. Io personalmente sono molto legata alla musica classica… altri amano il punk, post rock ecc.


A che tipo di pubblico vi rivolgete?
Il nostro tipo di musica implica un ascolto impegnativo: per questa ragione ci rivolgiamo ad un pubblico adulto, maturo, attento ai particolari. E' difficile che un adolescente colga ogni sfumatura dei nostri suoni.


Gli strumenti che usate sono quelli classici delle formazioni rock?
Ultimamente, alla strumentazione classica che già usavamo, abbiamo aggiunto fiati, maracas, campanelle... Abbiamo spesso arricchito il tutto con suoni tribali.


Quando hai capito che la tua strada era la musica?
Sono nata in un ambiente musicale, circondata da musica fin da quando ero bambina, quindi non c’è stato un momento in particolare. Adesso, oltre che studiare musica, ho in cantiere molti progetti musicali, anche in ambito didattico.


Quando è venuta l’idea di formare una band?
L’idea ci è venuta quando frequentavamo le superiori, nel 2002; la creazione della band è avvenuta spontaneamente, dovuto al fatto che tra noi c’era e c’è un forte legame d’amicizia.
Solo nel 2007 però abbiamo cominciato a comporre musica inedita; i primi anni abbiamo cercato la nostra identità musicale.

08/03/10

SPECIALE ARè ROCK FESTIVAL 2010: intervista ai Falena


foto di Antonella Fuccilli

I Falena sono una band indie-rock barese nata nel 2008 e composta da Michele Ventrella (voce e chitarra), Giuseppe Dentamaro (bassista), Roberto Antonacci (voce e chitarra) e Fabio Letizia (voce e batteria). Il 5 marzo si sono esibiti a Barletta per la seconda serata dell’Arè Rock Festival e abbiamo colto l'occasione per conoscerli meglio e presentarveli.

Sul vostro myspace (www.myspace.com/falenabari) si impone un’immagine in cui è raffigurato un bambino con una falena sugli occhi: cosa rappresenta? Perché avete scelto la Falena come simbolo della vostra band?
Tempo fa suonammo in un locale, al cui interno aveva trovato dimora una falena che non riuscimmo a far volare via. Non avevamo un nome e quindi prendemmo come spunto questo episodio per trovarne uno.
La falena sugli occhi del bambino non è cattiva: ha il compito di proteggere l’innocenza dagli orrori del mondo.


I temi delle vostre canzoni trattano di questo dunque?
Non esclusivamente: sono libere e molto intime. Chi suona ha il vantaggio di farsi ascoltare quando le espone.
Quello a cui facciamo riferimento spesso è la relazione tra noi e il mondo esterno.

Come nasce un vostro pezzo?
La musica è un’urgenza, è comunicazione: dunque una canzone è quasi una richiesta di aiuto, che vuole un riscontro dall’esterno. Generalmente un pezzo nasce in pochi secondi, e musica e testo nascono a volte insieme, a volte l’una precede di poco l’altra.

Con quale band famosa vi piacerebbe collaborare?
Sicuramente con i Wilco e i Sigur Ros.

Come definireste la vostra band?
Non amiamo le definizioni. Noi suoniamo, facciamo musica, le etichette non ci interessano più di tanto.

Secondo voi, con l’avvento di internet, come è cambiato il rapporto con la musica?
Internet dà molte informazioni, ma non approfondite. Sarebbe bello, invece, credere ancora nel legame che si crea tra ascoltatore e band, legame che ti porta a seguire la carriera dei musicisti a cui ci si affeziona. Con internet, che rende tutto più fruibile, non ci saranno più band famosissime come prima: gli ultimi forse sono gli U2.
Bisognerebbe educare le nuove generazioni ad un ascolto responsabile; per il resto ognuno, grazie ad internet, può assecondare un pensiero, una preferenza…

Come vivete le esibizioni live?
Con l'esperienza abbiamo imparato a suonare prima di tutto per noi stessi. Chi vuole percepire le nostre emozioni ci riesce, perché se siamo felici di suonare noi, anche al pubblico arriverà questa nostra carica emotiva.
Non inseguiamo il successo: quello che cerchiamo è la soddisfazione personale.

Se un giorno doveste, però, diventare famosi, e ve lo auguriamo, come vorreste essere ricordati nella storia della musica?
Sicuramente vorremmo che i Falena fossero considerati come una band onesta: che non ha fatto nulla di nuovo, ma semplicemente bella musica in maniera autentica e sincera.
Non crediamo nella ricerca ossessiva della novità, ma della qualità, sforzandoci di produrre buona musica, che non faccia sfigurare la musica italiana.


Grazie per l’intervista! Speriamo di rivedervi presto su palco!




01/03/10

Speciale Arè Rock Festival 2010: intervista ai Cariòn per I Think Magazine


Cariòn (www.myspace.com/carionband, http://www.youtube.com/user/carionband ) è una band di Bari nata nel 2004 e formata da Vito “Vigos” Napoletano (voce e chitarra), Cristiano "Marvin" Laporta (basso), Marco De Giovanni (batteria/basi), Roberto Calabrese (chitarre) e Gianluca Schettini (synth/pianoforte).
Suonano un indie-rock possente ed elettronico, cantato in italiano.
La loro musica è un misto fra rock'n'roll di stampo americano e synth/indie che colpisce dritto al cuore.
Le melodie ricordano la forza espressiva e sentimentale delle vibrazioni e la grinta dei primi Litfiba.
I Think Magazine - www.ithinkmagazine.it (il mio zampino sta, soprattutto nelle rise che si sentono nelle registrazioni) li ha intervistati per voi!

Il nome della band (Cariòn) è inconsueto: da dove deriva?

Vigos: E’ un carillon “italianizzato”. L'idea è nata per l’effetto sorpresa del carillon: una scatoletta di cui non conosci le melodie finché non la apri.

Il vostro è un rock puro talvolta arricchito di contaminazioni: a quali artisti vi ispirate?

Vigos: Per le sonorità più rock mi vengono in mente Alice in Chains, il grunge anni ’90…
Marvin: Sì, e aggiungerei l'alternative rock, anche britannico.
Vigos: Invece per le sonorità più elettroniche ci ispiriamo soprattutto a Depeche Mode, Jesus and Mary Chains…tutto questo genere che prevede campionamenti seri.
Marvin: Al di là dell’Industrial e musica anche un po’ più estrema.

La scelta di cantare in italiano, quindi, nonostante le vostre radici musicali siano inglesi e americane, a cosa è dovuta?

Vigos: Siamo in Italia e cantare in italiano significa far arrivare prima agli altri ciò che vuoi dire e trasmettere. E’ vero che oramai si ascolta molta musica straniera, però in qualche modo dobbiamo rappresentare una realtà che esiste, quella della musica italiana, anche se cantare in italiano è più difficile, soprattutto nell’ambito del rock, perché è più semplice tirare fuori melodie vocali in inglese.
Marvin: Infatti, se ci si fa caso, gli ultimi gruppi rock italiani risalgono a 10 o 15 anni fa, ad esempio i vecchi Litfiba, i Timoria, i Negrita, gli Afterhours.

Definite la vostra musica anche indie: l’indie va parecchio di moda…

Vigos: Il nostro no perché non riusciamo ancora ad emergere (ride)
Questo è un buon segno, secondo me, perché l’originalità spesso non paga subito ma, quando lo fa, ricompensa tutti gli sforzi alla grande!

Secondo voi quale genere musicale in particolare esploderà nei prossimi anni?

Vigos: Io mi auspico un grande ritorno del rock’n’roll in Italia.
Marvin: Per me va bene tutto purché la smettano di proporre il solito brit-rock moderno…vorrei un ritorno del rock più duro.

Grazie per l’intervista e in bocca al lupo per la vostra carriera!

27/02/10

Musica :: Emergenti :: Gardenya


Le melodie dei tranesi Gardenya, hanno quel sapoere retrò, dolce, sentimentale ma non arreso alle mode correnti, genuino, fatto più di sentimenti che di note.

Nati nel 2005, si danno ad un'attività live fervida e seguita da molti fans.

Le loro canzoni, cantate rigorosamente in italiano, sanno coniugare perfettamente il pop - rock degli anni '90 con quella tendenza al melodico (a cui non sfuggono i Negramaro e forse nemmeno le Vibrazioni) che però non sfocia in banalità, bensì in un risultato bello come i fiori, naturale e colorato delle mille sfumeture della vita.

Sul loro myspace si possono ascoltare le loro canzoni.

23/02/10

Arè Rock Festival: la quarta edizione ha inizio oggi a Barletta



Ha inizio oggi l'Arè Rock Festival, concorso nazionale per band emergenti.
Le iscrizioni quest'anno sono state 302 provenienti da tutta l'Italia.

Oggi il concorso esordisce con musica elettronica, indie e raggae grazie a tre band:

Bycicle Beat
Cariòn
Marvanza Raggae Sound

L'Arè Rock Festival rappresenta da quattro anni un' eccellente vetrina musicale.
Numerose riviste online e cartacee prestano attenzione a questo concorso.
Ecco cosa come il sito ufficiale presenta l'evento:

I gruppi che nella classifica stilata dalla giuria tecnica delle selezioni
live si piazzeranno alle prime 10 posizioni accederanno alle due semifinali; i
migliori cinque approderanno poi alla finale. Ogni evento avrà ospiti
prestigiosi di calibro nazionale o internazionale. In palio per il gruppo
vincitore 2000 euro.
L’Arè Rock Festival si propone fin dal 2007 come
vetrina della musica di qualità ed ha finora offerto la meritata visibilità ad
artisti che hanno poi continuato un percorso luminoso di successi.
Per la prima
edizione infatti la palma della vittoria andò a Giovanni Block, pochi mesi dopo
premiato come migliore autore emergente al Premio Tenco; nel 2008 toccò alla
Fame di Camilla, che esattamente un anno dopo ha firmato per la Universal ed ha
partecipato in questi giorni a Sanremo nella categoria Nuova Generazione, mentre
nel 2009 vincitrice del concorso è
stata Erica Mou, premiata come rivelazione
Indie Pop (al pari della Fame di Camilla) al M.E.I. 2009.
Ospiti del
festival sono stati nel 2007 le icone italiche del post-rock, i Giardini di
Mirò, nell’ambito del tour dell’acclamato album “Dividing Opinions”, nel 2008 la
Chop Chop Band, (reggae/rock/electronica), gruppo in attività dal 1992, che ha
ottenuto in questi anni ottimi riscontri in Italia e all’estero e nel 2009 Max
Gazzè: l’artista è stato applaudito da oltre 5000 persone per la prima tappa del
suo “Casi Ciclici Sinteti-Tur”, che l’ha visto sul palco con Megahertz (già al
fianco di Morgan soprattutto, ma anche musicista de La Sintesi e di Lele
Battista, di Giuni Russo, DB Boulevard, I Cosi) e Sergio Carnevale (già nei
Bluvertigo).
L’Arè Rock Festival sostiene Italians For Darfur, movimento per
la promozione dei diritti umani in Darfur, ed Emergency: allo scopo di
sensibilizzare l’opinione pubblica su ciò che accade nella travagliata regione
sudanese, è prevista anche quest’anno una sezione speciale intitolata “Una
canzone per il Darfur”, per cui le band possono segnalare una loro canzone.
La manifestazione si avvale come mediapartner del programma inglese Radio
Sophia di Emilia Telese (Radio Reverb, Brighton, UK), del quinto portale di
informazione musicale italiano per numero di visitatori, Musicalnews.com, che ha
seguito la manifestazione con articoli e recensioni di ogni singola data, della
rivista online di musica e cultura Mescalina.it, che ha recensito i demo dei
migliori gruppi dell’edizione 2009, del primo mensile gratuito di musica e
concerti nato in Italia, MusicClub, del sito di informazione musicale
MusicBoom.it, della webzine di musica, teatro, libri e cultura SaltinAria.it, di
Italianissima.net – canzoni per sognare, poesie in musica, visitatissimo sito
dedicato alla Musica Italiana, di Gufetto.it, magazine che si occupa di musica,
libri, teatro, cinema e tanto altro ancora, RomaMusica- tutti i concerti a Roma,
di IThink Magazine, interessante mensile di cultura e società. Sono inoltre in
via di definizione in queste ore
altre collaborazioni con radio, tv e mezzi di
informazione.

Tutte le info su questa e altra edizione dell’Arè Rock
Festival nei siti:
http://www.arerockfestival.it/ (riavviato proprio in
questi giorni)

http://www.myspace.com/arerockfestival

http://www.facebook.com/arerockfestival

Jole Silvia Imbornone
Ufficio stampa Arè Rock Festival
ufficiostampa@arerockfestival.it

12/02/10

Where everything is! band emergente dal sapore electropop

Chi sono costoro?

Semplicemente gli Where everything is! band emergente electropop dal sapore Freakout, più maturi dei dAri, giocherelloni quanto basta per dare vita ad un pezzo che potrebbe rallegrarci l'estate 2010.

http://www.myspace.com/whereeverythingis

http://www.qoob.tv/tomwei

31/01/10

Caspian: il novello e diafano shoegaze che viene dal Massachussett

Con i Caspian si trascende il materiale; l'industrial e lo shoegaze, di mette a servizio delle emozioni, di un ritorno alla origini...

Non viviamo in affollate metropoli, non ci struggiamo per affetti incompatibili con la modernità.

Siamo poeti del suono che corrono verso ua meta non definiti a suon di piatti e chitarre distorte; spicchiamo alla fine un volo rock, intenso, deisiderato, forse sperimentabile solo mediante la musica.

Non saremo mai rondini elaborate al transistor, libere da gravità e pensieri; lo saremo solo con le note dei Caspian e della loro splendida Some are white light.

I Caspian nascono nel 2003 in Massachusett; nel 2004 registrano il loro primo demo con cui inaugurano un tour che durerà fino al 2005, facendo da spalla ai giapponesi Mono.

Un anno dopo firmeranno con la Dopamine Records e elaboreranno il loro primo ep You are the conductor (Novembre 2005).

Dopo un nuovo tour, nel 2007, esce il loro primo album: The Four Threes

26/01/10

The Berlin Girls - l'indie-ska che fa furore

Ha qualcosa dello swing, un pizzico di ska spolverato sopra e un lo-fi niente male che fa molto Pierrot punk per le strade di Francia a guadagnarsi qualche centesimo al fianco di una Piaf non ancora riveltatasi, vestita di pelle nera con una corona di fiori in testa.
Di cosa parlo?
Di ciò che la canzone Escalator dei The Berlin Girls evoca, semplice, no?!
Proprio come il loro nome...le ragazze di Berlino.
Non chiedetemi chi siano...praticamente sono degli ignoti.
Solo su chi sia il padrino si è certi: come minimo Pete Doherty li ha convertiti all'indie più feroce.
Speriamo che mantengano intatta questa loro eleganza...

http://www.myspace.com/theberlingirls

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